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Eva Marisaldi

COSA NOI ASPETTIAMO

 

 

installazioni / installations

opere / works

comunicato stampa / press release

L’artista, nata a Bologna nel 1966, si è imposta fin dai suoi esordi all’attenzione della critica –
non solo italiana - per la sua ricerca condotta sul filo di un sottile e disincantato gioco concettuale che amplifica e mette a nudo l’ovvietà degli sfuggenti accadimenti del quotidiano, focalizzando aspetti di una realtà nascosta che solo la riflessione artistica è in grado di analizzare.
Il suo lavoro è ampliamente poliedrico nella scelta del linguaggio e dei media di volta in volta sperimentati: va dal disegno al video, dall’installazione oggettuale all’azione, dalla fotografia alla scultura. Gioca sempre però con un’immaterialità, la cui funzione espressiva si caratterizza
proprio per quel margine di ermetismo che poco o nulla concede all’evidenza della comunicazione.
Le sue opere di conseguenza non producono un impatto immediato e violento, ma richiedono lunghe pause di riflessione, accompagnando lo spettatore in un universo poetico e rarefatto “al limite con il vuoto e il silenzio”.
In occasione di questa personale, Eva Marisaldi mette al centro dell’attenzione l’uomo quale
soggetto del quotidiano. Troppo spesso, infatti, i singoli individui vengono ignorati nelle loro affermazioni e rivendicazioni personali e collettive. Singole voci di un coro che però non creano armonia ma si disperdono diventando soltanto rumore. Parole al vento. Così le loro idee, posizioni e principi si vanificano assieme alle loro azioni.
L’artista bolognese è come se guardasse con la lente di ingrandimento tra la massa. Isola dalla
folla i soggetti. Li preleva direttamente da quelle immagini “di repertorio” di pubbliche manifestazioni dove si lotta per l’affermazione dei diritti. Offre la possibilità di essere in prima
linea a chi solitamente non lo è.
Le quattro sculture create dalla Marisaldi diventano ‘soggetti protagonisti’. Hanno la possibilità di “parlare” e “urlare” come se fossero alla guida di un loro corteo personale.
Osservandoli lo spettatore è indotto a riflettere su quanto spesso ci è richiesto di dover prendere una ‘posizione contro’ e come questa, purtroppo, spesso venga bloccata in un fermo immagine, presto ricoperto da altre notizie con il fine di sentirsi solamente parte di un fondale.
Da qui l’uso degli sfondi che in questa occasione sono stati realizzati in stoffa.
Isolando i singoli individui, Eva Marisaldi porta lo spettatore a porsi domande sempre più “personali”: cosa rivendicano, per cosa lottano, cosa aspettano e in fondo cosa tutti noi ci aspettiamo dagli altri, dalla società, da noi stessi. Si crea così un’empatia tra lo spettatore e l’opera, una partecipazione emotiva nei confronti di chi sta affermando una posizione.
Il progetto è realizzato in collaborazione con Enrico Serotti.
Tra le più importanti mostre personali dell’artista segnaliamo:
Circolare, Fondazione Galleria Civica, Trento, 2009; Jumps, MAMbo, Bologna, 2008;Altro
Campo,MART,Trento, 2005; Storyboard, part of Fragments d’un discours italien,MAMCO,Genève,
2003; Legenda,MAXXI, Roma 2002; Lieto fine, MART, Trento, 2000; ll corso tace, FRAC, Montpellier,1995
Tra le collettive:
It's not over yet, Invisible Exports, New York, 2008; Sguardo periferico e corpo collettivo,
Museion, Bolzano, 2008; Bidibidobidiboo: Works from Collezione Sandretto Re Rebaudengo,
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2005; I Bienal de Arte Contemporaneo de
Sevilla,2004; 7. Biennale d'art contemporain de Lyon, 2003; XLIX Biennale di Venezia,2001;
IX Biennale de l'image en movement. Record All-Over,Genève, 2001; Biennial of Istanbul 6,
1999; XLV Biennale di Venezia.Aperto, 1993.

 

The artist, born in Bologna in 1966, achieved since the beginning of her career critic’s attention
– including international one – through her research conducted on the edge of a subtle and
disenchanted conceptual game, which amplifies and uncovers the banality of the elusive daily
events, focusing on the aspects of a hidden reality that only the artistic eye is able to analyze.
Her work is greatly multifaceted, in the language and the media experimented time to time:
employing design and video, object installation, photography and sculpture but always playing
with the immaterial, whose hermetic expressive function, concedes almost nothing to the
communicative evidence.
As a consequence, her works don’t produce an immediate and violent impact but require long
pauses of reflection, accompanying the spectator in a poetic and rarefied universe “confining
with void and silence”.
For this exhibition, Marisaldi focuses her attention on the ordinary man and on his expressions
that are so often ignored by the society. His thoughts and beliefs have no relevance as well as
his actions.
The artist looks at the masses with a magnifying glass in order to isolate the individual from
the crowd. She studies the archive footage of public demonstrations picking out men that stand aside and gives them the opportunity to be in the front line.
The four models created by Marisaldi acquire a leading role. They have, finally, the chance to
“speak” and “scream” as if they were at the head of a personal procession.
While observing them the audience is able to reflect on how often the individual is obliged to
position himself “against”, and how often this effort is choked by the moltitude of news and
events that make man feel as if he is merely part of the backdrop.
For this reason Marisaldi realizes for those works a background in fabric.
The exhibition induces the audience to question himself on ‘the isolated men’: what are their
claims? What are they fighting for? What are they waiting for? What is everybody waiting for?
What are we expecting from the others, from society and from oneself?
Eva Marisaldi, through her work, builds an empathy with the audience that cannot avoid an
emotional participation with the one who is taking a stand.
The project is realized with the collaboration of Enrico Serotti.
Below some of the most relevant solo show of the past years:
Circolare, Fondazione Galleria Civica, Trento, 2009; Jumps, MAMbo, Bologna, 2008; Altro
Campo,MART,Trento,2005; Storyboard, part of Fragments d’un discours italien, MAMCO,Genève,
2003; Legenda, MAXXI, Roma 2002; Lieto fine,MART, Trento, 2000; ll corso tace,FRAC, Montpellier,1995.
Among the most important group exhibitions we underline:
It's not over yet, Invisible Exports, New York, 2008; Sguardo periferico e corpo collettivo,
Museion, Bolzano, 2008; Bidibidobidiboo: Works from Collezione Sandretto Re Rebaudengo,
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2005; I Bienal de Arte Contemporaneo de
Sevilla,2004; 7. Biennale d'art contemporain de Lyon, 2003 ; XLIX Biennale di Venezia,2001;
IX Biennale de l'image en movement. Record All-Over,Genève, 2001; Biennial of Istanbul 6,
1999; XLV Biennale di Venezia. Aperto, 1993.