09/02/2018

Mbt Men&S Baraka Slip-On Loafer

Nei drugstore della nazione dove vive l chimicus americanus, drogato quanto il suo cugino europeo, si vendono portapillole a forma di margherita, come i caricatori rotondi dei vecchi mitra da gangster di Chicago, o a bandoliera, come le cartucciere di Emiliano Zapata, marcati con le iniziali dei sette giorni e separati in compartimentini per aiutare il consumatore a suddividere le pallottole che si sparer ed evitare forse di divenire uno dei 149mila pazienti cinquanta volte il numero di coloro che furono uccisi dal terrorismo l 11 settembre del200l che muoiono ogni anno per avere ingurgitato la pillola sbagliata nel giorno sbagliato. O, ma questa cifra gelosamente custodita dai neo alchimisti, la pillola giusta che ha avuto l sbagliato, interagendo con le altre cento pasticchette secondo intrecci imprevedibili. Periodiche “cause celebri” ci agitano, col Thalidomide, con i dubbi sulle terapie ormonali, con micidiale Phen Phen per il dimagramento facile, fino agli analgesici e antinfiammatori non steroidei, come Vioxx e Celebrex, frettolosamente ritirati dal mercato dopo la scoperta di seri effetti secondari.

Perch Perch questo vuole chi lo produce e ne detiene l senza scuse ne alibi. La Rolls Royce e la Ferrari non devono dare spiegazioni a nessuno. Devi chiedere quanto costa una cosa diceva uno dei Rothschild vuol dire che non te la puoi permettere E il ritorno al tempo della attesa di vita legata alla condizione sociale, al portafoglio.

Un 8 marzo davanti al grande schermo per il cine concerto di “Milano Silent all’Umanitaria”. L’appuntamento è nei chiostri di via San Barnaba 48 con il film muto Salomé di Charles Bryant con Alla Nazimova e concerto dal vivo di Rossella Spinosa al pianoforte in simultanea con le immagini, corredate dalle didascalie tratte dall’opera di Oscar Wilde. Scenografie e costumi di Natacha Rambova, scenografa e moglie di Rodolfo Valentino.

Esorcizzano la noia e i fantasmi: dopo un folgorante 3 0 inflitto alla Cavese, i ragazzi del boemo hanno incassato otto gol in due partite, rimediando due sconfitte pirotecniche con Lucchese e Lanciano. Grande gioco ed errori marchiani, dovuti alla faticosa assimilazione degli schemi. Il solito Zeman, mormorano i detrattori.

Il dado era tratto, dunque: la Kungliga Arméfrvaltningens Tygavdelning (Amministrazione Reale Svedese delle Risorse di Guerra) stanziò verso la metà degli anni ’50 i fondi per valutare la fattibilità di due progetti per mezzi corazzati da schierare ai suoi confini: l’ipotesi A (angloamericana) per firmare una fornitura da parte di Stati Uniti o Inghilterra per l’opportunità selezionata tra i loro carri di quell’era, dei giganti estremamente poco mobili, potenti e dal peso di circa 50 tonnellate, oppure un’ipotesi T (tedesco francese) per procurarsi in gran numero la prima generazione di remoti antenati del carro Leopard, dei veicoli da 30 tonnellate con buona corazzatura ma cannoni dal calibro comparativamente ridotto. Ad essere scelta a sorpresa, soltanto l’anno dopo l’inizio degli appalti, fu una terza strada che vedeva la produzione interna di un carro radicalmente diverso, denominato l’ipotesi S (Svedese) dal peso mediano di 39 tonnellate. Esso fu lo Stridsvagn 103 di Sven Berge, dove il 3 andava ad identificare la sua natura di terzo carro svedese con cannone da 10 cm di calibro.

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