09/02/2018

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Una domenica in rosa, sulle note degli strumenti ad arco: l’8 marzo il Museo del Violino di Cremona celebra la Giornata Internazionale della donna con un programma tutto al femminile. Si comincia alle 11, sul palcoscenico dell’Auditorium Giovanni Arvedi, con un omaggio all’unica componente femminile della famiglia degli strumenti ad arco: la viola. Il Museo affida un prezioso esemplare, realizzato da Antonio Stradivari nel 1715, a Bruno Giuranna, uno dei massimi interpreti del Novecento.

Si comincia sempre, anche nelle situazioni più difficili, con dei massaggi. Il più comune è il tradizionale massaggio circolatorio, che facilita il flusso sanguigno nei vasi periferici, ma che deve essere superficiale perché chi ha la cellulite ha spesso anche capillari più delicati. A questo si accoppia sempre il linfodrenaggio, una stimolazione manuale del sistema linfatico per l’eliminazione delle scorie e per ridurre la cellulite più diffusa.

In torretta trovavano posto il comandante (destra anteriore), il cannoniere (destra posteriore) e il caricatore (sinistra), che accedevano al mezzo dal portello del capocarro aprentesi verso il retro; il seggiolino di questi era elevabile tramite un sistema idraulico e si poteva abbassare rapidamente premendo un pedale. Al posto della cupola, sul tetto erano stati fissati 8 periscopi, dei quali uno qualsiasi poteva essere rimpiazzato da un visore notturno Alenia; a disposizione esclusiva del comandante si trovava inoltre un visore stabilizzato diurno/notturno, prodotto dalle Officine Galileo in collaborazione con la ditta SFIM francese: dotato anche di un risolutore d per la notte, permetteva al capocarro di localizzare un bersaglio e passare i dati di rilevamento al cannoniere o, volendo, ingaggiarlo di persona. Il primo constava di una serie di bombole, ripiene di un agente chimico, poste nella camera di combattimento; mediante sottili condotte, esse erano collegate a diversi ugelli vaporizzatori distribuiti nel vano motore: in caso d il sistema s alla temperatura di 180C.

Cifre che significano affari importanti per parecchie persone sull’isola. A partire da commercialisti e avvocati, a volte particolarmente famosi. Lo dimostra la storia del clan mafioso rappresentato da Gennaro, che sull’isola poteva contare su una ventina di società.

Zeman mescola le carte con piglio da croupier e lancia uno sguardo scettico al prematuro scenario autunnale. Giocano a carte, come ventanni fa, ai tempi della prima Zemanlandia. Si dicono tutto senza dirsi niente. Il resto? Non vorrete mica sapere tutto ora, domani rientro, aggiungo particolari, numeri, sensazioni, e i racconti loro, dei protagonisti di questa avventura che resta comunque straordinaria e piacevole. E per la quale ringrazio loro, ringrazio la Reebok (che ci ha vestiti alla grande, che figurone!) e il mio giornale che ha voluto la nascita del Gazzetta Runners Club. Manlio.

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